Pubblicato da: SAX | 20 agosto 2013

La vergogna dell’ignavo

In effetti le motivazioni addotte nel post precedente sul bricolage sono alla base di molti dei comportamenti dello slovacco medio che, come detto, fonda sul fai-da-te una buona parte della sua esistenza.

Lo slovacco ha il giardino (Záhrada), che viene declinato di solito ad “orto”, dove coltivare un sacco di verdura fai-da-te, che inscatolerai e conserverai fai-da-te dentro un ripostiglio/deposito ad-hoc che in una vera casa slovacca fai-da-te non manca mai. Queste verdure saranno poi oggetto di orgoglioso scambio con gli altri slovacchi durante l’arco dell’anno (con obbligo di accettarle ovviamente).
E se vivi in appartamento? Semplice, il giardino lo hai da qualche altra parte. In villaggio fuori città, montagna, o semplicemente in una della aree adibite a giardini (dalle mie parti li chiamiamo “casotti di campagna“), come queste:

Orti

Se proprio proprio il giardino non lo hai, qualche amico correrà in tuo aiuto offrendoti un buon sabato pomeriggio di lavoro nel suo, di giardino.

In alcuni casi lo slovacco più slovacco della media avrà il giardino con una vera “casa-rurale” al suo interno. La casa-rurale (detta anche casa-dei-divertimenti, per noi italiani semplicemente catapecchia) ha due principali vantaggi:

1. costa poco, spesso te la regalano col giardino

2. ti fornisce lavoro virtualmente infinito, per tutti i sabati della tua vita, sabati che dedicherai alternativamente a (ri)farne l’orto, a tagliarne il giardino ed a ristrutturarla. Da solo o in compagnia di amici che grigliano gustosi spekacky mentre discutono sul mettere a bolla o meno il (tuo) muro di turno.

L’apice del fai-da-te.

Ma che succede quando uno slovacco si ritrova in una situazione in cui è impossibilitato a dar sfogo alla sua slovaccaggine? Che succede, se per qualsivoglia motivo ti ritrovi a non poter montare da solo le porte di casa, a non poter – magari – fare una cosa semplice come pulirla, la casa? E se invece sei semplicemente “lenivý” e non ne hai proprio voglia e basta?

Beh, te ne vergogni.

***

La “donna delle pulizie” è il caso di oggi. Hai problemi a pulire casa? Hai subito una operazione e non puoi star dietro a pavimenti da pulire e mobili da spolverare? Lavori 20 ore al giorno e la tua casa è la prova esistente della teoria del caos?

Hai bisogno di una donna delle pulizie (O uomo delle pulizie – mi dice la regia – che però in Italia non esistono. O forse si chiamano “donna delle pulizie” anche loro. O forse “operatori domestici” sarebbe più socially correct).

La cercherai, la troverai facilmente e a prezzo stracciato (2-3€ allora…il che ti fa supporre che ci sia molta richiesta, no?)…ma ti guarderai bene dal proferirne parola a chicchessia.

Hai la donna delle pulizie: qualcuno ti aiuta a portare avanti la TUA casa. Ignobile.

Poi però capita di parlarne per sbaglio a un amica…ed ecco che si fa passare il numero di telefono…che insomma un aiuto fa sempre bene.

Basta che sia sottovoce.

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Responses

  1. slovaccaggine suona male però

    • Eh, in effetti…ma solo per colpa della lingua italiana 😉


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