Pubblicato da: SAX | 19 dicembre 2011

Nealko, questo sconosciuto (reprise)

Parliamo un po’ di quella che è senza ombra di dubbio la più grande passione degli slovacchi: la birra.

Gli slovachi bevono birra perché gli piace, certo, ma non solo: loro devono bere birra. E’ nel loro DNA, non possono farci nulla (ricordo ancora quando ho conosciuto mia moglie, passeggiavamo a Budapest e a un certo punto mi disse “Ho bisogno di una birraaa!”. Fu quello che si dice, in effetti, amore a prima birra.)

E infatti arriviamo al punto di questo post: come scritto in precedenza è assolutamente vietato bere prima di guidare…persino la bicicletta (visto che il tasso ammesso di alcol nel sangue è semplicemente ZERO – l’idea mia e di SAR è che lo slovacco medio, quando comincia a bere, non riesce più a fermarsi…quindi han fatto una legge su misura: o tutto o niente :D), indi per cui quando si esce per locali quelli che guidano si trovano di fronte al grande dilemma: devono bere birra ma non possono bere birra. ARGH!

E’ così che produttori di birra – che avevano magazzini pieni di birra analcolica invenduta in Italia fin dalla sua invenzione – hanno trovato un campo fertile di vendita (e più avanti di sperimentazione): la Slovacchia!

Non me ne abbiate, mi tocca quotare nonciclopedia per far capire come la vediamo noi italiani:
<<La birra analcolica, conosciuta anche come la “birra castrata” è un tragico scherzo della natura. È una birra che non è birra semplicemente perché manca del requisito essenziale per il quale tutti gli esseri umani di questa terra (n.d.r. eh no cari, funziona così solo in IT) scelgono di bere la birra: l’alcol. Con la birra analcolica il sapore amarognolo del luppolo (tipo sbarra di ferro in bocca) rimane ma la differenza è che non diventi mai brillo e non trovi mai il coraggio per chiedere il numero di cellulare alla tizia seduta di fianco a te. (n.d.r. e questo in Slovacchia è decisamente un problema :P)>>

Tant’è, qui da noi si trovano decine di marche di birra analcolica, dal sapore più o meno discutibile…e io come slovacco acquisito ho cominciato a fare la mia parte di cavia. Devo dire che non è poi così male in realtà, ma c’è una differenza abissle fra marca e marca.

La Staropramen e la Zlaty Bazant, ad esempio, evitatele come la peste (e l’analcolica di Tesco)…

Staropramen e Zlaty Bazant nealko


La Birell Radegast invece in certi momenti (se hai veramente sete ed è fresca al punto giusto) pare una birra normale, per non parlare di quella nealko polacca che ci capitò di bere a Stara Lubovna…ma non ne ricordo il nome. Diciamo 95% birra.

Birell Radegast

Quindi preparatevi, amici italiani, una volta in Slovacchia diventerete anche voi parte del sistema…e quando una volta tornati in Italia proverete a chiedere alla cameriera “una nealko grazie!” e quella vi guarderà storto, quando gliene chiederete una seconda, terza, quarta, quinta…senza mai trovare il coraggio di chiederle il numero, saprete a chi dare la colpa: al baffo zero Moretti!

Baffozero Moretti

P.S. Più avanti vedremo di dare qualche consiglio su quelle vere, di birre.

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Responses

  1. Sì, c’è davvero una differenza abissale tra marche quando si parla di nealko.
    Alcune mi piaciono, altre mi fanno immensamente cagare.
    Una volta ero a un ballo e dovevo guidare, solo che la birra non alcolica era di una marca non buona. Ho bevuto la birra alcolica e mi sono fermato lì a dormire 😀


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